La rabbia e il sollievo. Sono sentimenti opposti quelli che animano Virtus e Costone. Se i rossoblù sono tornati da Genova con un discreto carico di recriminazioni e rimostranze, i gialloverdi hanno ritrovato la vittoria e, soprattutto, un Ferdinando Nasello subito decisivo.
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VIRTUS
La sconfitta a Genova, la prima nella seconda fase dei rossoblù, ha interrotto una striscia di 10 vittorie consecutive per la Virtus. Partita brutta e non esaltante almeno nella prima metà di gara, ricca di emozioni contrastanti nella seconda. Fin troppo verrebbe da dire, viste le ampie rimostranze esternate dalla società nei confronti degli arbitri.
Tanti gli episodi contestati. Il fallo finale su Ferri che ha mandato il giocatore genovese in lunetta per i liberi che hanno deciso l’incontro, così come la gestione di altri falli durante l’incontro. Ci sarebbe da parlare anche dell’espulsione di coach Evangelisti, ineccepibile a termini di regolamento, ma arrivata dopo ben 3 falli tecnici comminati alla panchina virtussina. E, nella fattispecie, Evangelisti è stato espulso mentre era tranquillamente a sedere (un assoluto unicum).
Però sarebbe poco obiettivo limitarsi ad un’analisi del match, pensando solo agli episodi contestati o sfavorevoli. La Virtus deve fare un esame di coscienza per quello che è stato l’approccio al match nel primo tempo, dove la squadra non è mai riuscita a prendere ritmo e, nonostante l’aver schierato per ampi tratti la zona, è progressivamente scivolata fino al -20.
Bella e importante la reazione, ma serviva qualcosa di più. L’importante adesso infatti è riprendere subito il discorso interrotto: l’obiettivo del resto è ancora vicinissimo e alla portata di Olleia e compagni. Il primato del raggruppamento non ha un valore specifico: importante è mantenere e aumentare il vantaggio sul quarto posto, vedendo chi tra Spezia e Crocetta verrà buttato giù dalla torre dopo lo scontro diretto della prossima giornata. A patto però che la Virtus faccia il suo dovere e ottenga la vittoria con Gallarate.
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COSTONE
È
tornato Nasello e il Costone ha ritrovato la vittoria. Non sarà un
caso, né un meccanismo causa-effetto, però è innegabile che l’aver ritrovato il
giocatore più decisivo (da subito, con 21 punti a referto, 15 nel solo primo
tempo), ha aiutato la squadra di Belletti a ritrovare fiducia e continuità nei
40’. Anche perché le rotazioni si sono aggiustate (nonostante ci sia ancora un Bruttini
non al meglio).
Del resto il Costone aveva dimostrato di esserci sempre. Anche nelle difficoltà. Quello che era mancato era stata un po’ di tenuta alla distanza nel corso delle partite. “Lacuna” che ha favorito diverse rimonte degli avversari nonostante le ottime prestazioni dei gialloverdi. Con Casale Monferrato invece il Costone ha rimontato dopo l’allungo inziale dei piemontesi, venendo fuori e scappando via alla distanza.
Adesso c’è da dare continuità a questo risultato, a partire dal match interno con Oleggio: la capolista faticò e non poco a battere il Costone all’andata, nel match in cui si infortunò Nasello. Adesso però il momento è diverso: mancano 4 partite e l’ottavo posto è distante solo due lunghezze. Considerando che chi lo sopravanza (di misura) in classifica sono Arezzo, Empoli e Quarrata, l’obiettivo sembra assolutamente alla portata del Costone.
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