La vittoria della Mens Sana su Varese permette ai biancoverdi di gustare nuovamente il dolce gusto del vertice solitario della classifica. Era dal 27 ottobre scorso che la squadra di coach Paolo Betti non si gustava il sapore della vetta. Ma oggi lo fa con una consapevolezza nuova e assolutamente diversa rispetto ad allora. E in maniera quasi decisiva per la salvezza.
LA
CHIAVE
È
la settima vittoria consecutiva per la Mens Sana. La seconda partita di fila
in cui i biancoverdi concedono appena 62 punti agli avversari, la terza in successione
in cui chi gioca con la Mens Sana non riesce a raggiungere quota 70 punti. La
media nelle 7 vittorie è di appena 66,7 punti concessi. Insomma, trasferta a
Torino sponda Crocetta a parte, la squadra sembra aver trovato una sua
dimensione e una sua specifica solidità difensiva.
Il fatto che tutto questo sia arrivato dopo gli arrivi in biancoverde di Jokic e Ivanaj non fa altro che testimoniare un elemento ormai evidente da settimane: la Mens Sana è riuscita a fare un salto in avanti quando ha potuto arricchire il proprio roster con quelle piccole aggiunte che le hanno permesso di essere solida, intensa e continua per tutti i 40’ di gioco.
IL
PROTAGONISTA
È
tornato Prosek, sono arrivati i primi punti in una categoria senior per Calviani
(a Masnago per di più). Tra i migliori realizzatori c’è ancora Tognazzi che si
sta calando con sempre più efficacia nel ruolo di sesto uomo di lusso che esce
dalla panchina. Ricorda un prestigioso precedente della storia mensanina e se
il giocatore saprà calarsi in una dimensione “kaukenasiana” saprà essere e ritagliarsi
uno spazio importante anche nella Mens Sana del domani.
Le luci della ribalta però sono andate sui due best scorer, Pannini e Pucci, entrambi a quota 15. Due leader silenziosi ma sempre efficacissimi. Che si stanno ritagliando uno spazio importante – e con continuità – anche in attacco, dote risultata fondamentale se si pensa all’assenza di Belli e ai problemi di falli di Ivanaj.
LA
PROSPETTIVA
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