Questione di impatto. Ottimo da una parte, da rivedere (almeno sotto il profilo del risultato) dall’altra. Virtus e Costone hanno iniziato in maniera diversa la seconda fase. I rossoblù si sono presi una nettissima vittoria a Collegno, i gialloverdi hanno dovuto alzare bandiera bianca, in casa, con Borgomanero. Risultati opposti che però non cambiano il destino delle due squadre. O almeno l’immediato futuro dove entrambe sono obbligate a vincere.
QUI VIRTUS
60-39. Questo il super parziale rifilato dalla Virtus a Collegno
nei quarti centrali dell’incontro. È lì che la squadra di coach Evangelisti ha
definitivamente, oltre che con grande autorità, svoltato in proprio favore un
match importante perché in grado di lanciare un messaggio chiaro a tutta la
poule salvezza: le ambizioni della Virtus erano altre a inizio anno ed essere finiti
in questo raggruppamento rappresenta un errore di percorso a cui si vuole
presto dare rimedio.
La partita ha confermato poi come adesso la Virtus abbia definitivamente trovato la quadratura del cerchio. Con gerarchie e idee decisamente più chiare rispetto a quelle di inizio anno. Il fatto che il successo sia arrivato con Bartoletti ancora alle prese con il recupero dalla frattura al dito, avvalora ulteriormente una vittoria in cui a fare la grossa, a livello di punti, sono stati Gianoli (23) e Calvellini (21). In doppia cifra anche Pieri, Guerra e Costantini con 16, 12 e 11 punti a referto.
Adesso però c’è da ospitare Genova (domenica al PalaCorsoni, ore 17.30). Partita importante perché la squadra del capoluogo ligure ha superato piuttosto nettamente Cecina nella prima giornata, confermandosi avversario da prendere assolutamente con le molle, forte dei vari Zini, Pintus e Ferri, gente navigata ed esperta per la categoria, oltre che del lituano Daunys che aggiunge qualità ad un collettivo che non va assolutamente sottovalutato.
Poi è uno scontro diretto: nel mischione che si è venuto a creare in classifica, con 8 squadre nel giro di 4 punti, Virtus e Genova sono lì nel mezzo, a sgomitare l’una contro l’altra per cercare di venirne fuori nel più breve tempo possibile. Vietato lasciare questi punti per strada.
QUI COSTONE
Al Costone è mancato il risultato, non la prestazione. Alla fine
due sono i motivi per cui la squadra di Belletti deve recriminare: i troppi tiri
dall’arco sbagliati e le troppe stoppate subite. Ma per quest’ultimo frangente
c’è solo da elogiare Borgomanero e i suoi attori, compreso quel Daniele Benzoni
autore di 27 punti e delle triple che hanno tagliato le gambe ai padroni di
casa, dall’altro dei suoi 45 anni. Una “chioccia” preziosissima, in un gruppo formato
solo da under o da giovanissimi.
Ma che giovani verrebbe da dire! Osasuyu e D’Amelio hanno rifilato una quantità incredibile di stoppate a Nasello e soci (non certo gli ultimi arrivati), Bazan (play classe 2007) ci ha messo personalità e doti tecniche veramente fuori dal comune. Insomma, benvenuti nel play-in gold, dove le squadre del nord-ovest brillano come i giovani come li compongono.
Borgomanero al PalaOrlandi si è presa la vittoria e il sorpasso in classifica proprio nei confronti del Costone che, dal canto suo, deve uscire dal match non ridimensionato ma sicuramente più consapevole. Consapevole delle potenziali difficoltà che si troverà di fronte in questa seconda fase, ma anche di ciò che serve per venirne fuori. Tradotto: più ritmo e precisione da parte dei suoi stoccatori.
C’è materiale su cui lavorare quindi, specialmente in vista della trasferta a Casale Monferrato. Squadra ad impostazione “più classica” come il Costone. Squadra che, come il Costone, ha inaugurato con una sconfitta il suo play-in gold (-8 a Quarrata). Ma forse, proprio per questo, è ferita ed ha molti più senior nel roster, può essere considerata ancora più pericolosa.
Andrea Frullanti
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