Il primo degli almeno due round stagionali è andato incontrovertibilmente al Costone. Il 63-41 con cui i gialloverdi hanno fatto proprio il derby rappresenta il primo netto ko subito dalla Mens Sana in campionato. Ma soprattutto è l’immagine più emblematica della differenza che c’è oggi tra le due squadre, toccata per la prima volta con mano dopo mesi di “cammini separati” e risultati che sembravano descrivere una realtà diversa, quantomeno meno netta. Ma, la realtà è che il primo faccia a faccia è risuonato come una sveglia generale che ha riportato alla realtà la Mens Sana e, più in generale, tutto il campionato. Rispetto soprattutto a quella che è la potenza del Costone.
LA CHIAVE
Basta il punteggio: 63-41. Significa che il Costone ha vinto la
partita in difesa. Lo ha fatto soprattutto nel primo quarto togliendo dalla
partita i principali riferimenti offensivi mensanini e, di fatto, spengendo la
luce a tutto l’attacco biancoverde che mai, nelle restanti parti dell’incontro,
è veramente riuscito a innescarsi. Due le mosse tattiche iniziali. La prima: Banchero
ha annullato Tognazzi, con una prova senza punti a referto ma sublime nella
metà campo difensiva. Così come gli aiuti e gli adeguamenti di Ondo Mengue e
Nasello che hanno fermato un Prosek (la seconda mossa) che già si presentava al
match non nelle migliori condizioni fisiche.
Poi tutti gli altri. Banchi ha sempre messo sul fiato sul collo a
Pannini, così come Bruttini è stato quasi asfissiante su Puccioni. E stiamo
parlando di due giocatori, quelli del Costone, noti agli addetti ai lavori non per
le loro attitudini difensive. Sono però due esempi che ci aiutano
a capire come tutto il sistema costoniano abbia lavorato al meglio per limitare,
riuscendoci benissimo, la Mens Sana. Del resto, se il miglior attacco del
campionato, quello della Mens Sana (circa 85 punti di media a partita), è stato
tenuto a 41 punti significa che il Costone è stato veramente dominante, dal
punto di vista atletico e fisico, in difesa.
IL PROTAGONISTA
L’unico periodo in cui si è vista un po’ di partita è stato il
secondo, peraltro “vinto” come parziale dalla Mens Sana per 19-15. In quel
quarto le difese sono state sempre dominanti ma a tenere a galla la Mens Sana
sono state le 3 triple di Andrea Iozzi. E quelle sono state le uniche giocate
in grado di scardinare la difesa costoniana, poi totalmente impermeabile negli altri
30 minuti. È quindi Iozzi l’unico a salvarsi: non a caso è anche l’unico
mensanino ad aver concluso in doppia cifra l’incontro (12). L’infortunio patito
nel finale dall’ala biancoverde - distorsione alla caviglia, in attesa di ulteriori accertamenti - rappresenta un’ulteriore beffa di una serata nera
in cui tutto, o quasi, è andato storto.
SPONDA COSTONE
Abbiamo già detto della difesa del Costone. Perché si tratta di un
fattore sorprendente per un roster dove oltre al solito mattatore Nasello
(20 punti nel derby e dominante come spesso gli succede in campionato), si
possono scorrere i nomi di Banchi, Bruttini, Terrosi, Ondo Mengue, Zeneli, ecc..
Tutti giocatori di talento e con tanti punti nelle mani. Ma il Costone è una
squadra forte che soprattutto che gioca come tale, con grande coesione,
fiducia, consapevolezza e automatismi rodati. Sia in attacco che in difesa. Per
tutto questo, vanno dati i giusti meriti a Tozzi e Riccardini e alla loro
programmazione. Se il Costone oggi è primo, con un trofeo già in bacheca, lanciatissimo
verso i playoff da grande favorito, lo deve al lavoro che è stato impostato in
primis dalla società e poi applicato sul parquet dallo staff gialloverde.
COSA CI LASCIA IL DERBY
Come avviene anche per la giustizia ordinaria, la sentenza che
arriva da questo primo derby stagionale è solo un primo grado: ci sarà
sicuramente un “appello” nel girone di ritorno, vedremo poi se arriverà anche
la Cassazione dei playoff. La stracittadina però ha aperto gli occhi a tutti su
quella che è la realtà dei fatti.
Il derby lascia alla Mens Sana la consapevolezza che c’è ancora tanto da lavorare
per sperare di essere competitivi con squadre del calibro del Costone. Ma fa bene
coach Betti a far notare che non tutto è da buttare via: se la Mens Sana è
arrivata a giocare la sfida con due punti di vantaggio in classifica è perché
il lavoro dei mesi scorsi è stato premiante per la crescita della squadra. Da lì,
da quel tipo di lavoro, occorre ripartire per ritrovare fiducia e confidenza
nei propri mezzi.
Ma aggiungiamo un altro aspetto: se il Costone ha vinto è anche
perché ha preparato al meglio la partita, studiando e preparandosi dettagliatamente
su come affrontare la Mens Sana. E questo denota sommo rispetto nei confronti
della squadra di Betti: una stima che i biancoverdi si sono guadagnati con
merito sul campo nel corso di tutta l’annata.
Al Costone, invece, il derby lascia tanta fiducia e autostima. Ma non sfacciataggine. Del resto, il percorso netto in poule promozione, preventivabile, non può che
dare nuova linfa alla stagione gialloverde. Soprattutto se la squadra
di Tozzi giocherà sempre con questa applicazione e umiltà. Doti che hanno permesso
al Costone di non fallire mai gli appuntamenti che contavano (dalla Coppa, ai presunti
scontri diretti con Prato, al derby…). E questa è una dote non solo da squadra
forte ma soprattutto da squadra vincente.
LE ALTRE
La vittoria di Pino in casa di Prato è l’ennesima bocciatura del
team laniere che, nella sostanza, rappresenta ciò che non è il Costone (peraltro
atteso alla trasferta al PalaCoverciano nel prossimo turno): Prato è una
squadra che ha fatto incetta di nomi altisonanti, scesi da categorie superiori,
ma che non riesce mai a giocare d’insieme. L’esatto opposto del Costone. Anche
dal punto di vista dei risultati. Brava comunque Pino ad approfittarne e a ridurre
il distacco dalla vetta, insieme a San Vincenzo che ha regolato Sancat. Risultati,
questi, che possono e devono aiutare la Mens Sana a ripartire nel post derby,
visto che il vantaggio in ottica playoff è rimasto sostanzialmente intatto
nonostante il ko del PalaOrlandi. A partire dal match interno con Sansepolcro,
crollato in casa sotto i colpi di Agliana, cresciuta esponenzialmente nel
corso della seconda metà di stagione regolare e nei primi 3 match di seconda
fase: non a caso i pistoiesi in questo lasso di tempo hanno perso sono con Mens
Sana e Costone. Un ulteriore attestato di valore di quello che significava (significa
e significherà) il derby per tutto il campionato.
Andrea Frullanti
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